23.6.13

Uno zuccherino per Rovigo e due pillole amare per Trecenta e Adria

Dopo l'approvazione delle schede ospedaliere da parte della giunta regionale del Veneto (vedi post precedente) la sintesi migliore la fa Il Gazzettino di giovedì 20 giugno:

Il mancato declassamento del santa Maria della Misericordia è lo zucchero per far inghiottire il boccone amaro del taglio dei posti letto.

E poi chiarisce ...

Trecenta perde la metà dei posti letto di Terapia intensiva e il 37 per cento circa di quelli in Ostetricia e Ginecologia nonostante mantenga il punto nascite.
Ad Adria, invece se ne vanno Laboratorio Analisi (l'attività verrà integrata con quella dell'Ulss 18) e Anatomia Patologica (sarà il reparto di Rovigo che svolgerà le funzioni di coordinamento per il nosocomio della città etrusca).
Trecenta diventa un polo per la riabilitazione: acquisisce Unità spinale (5 letti) e Neuroriabilitazione (10) ... C'è però l'altra faccia della medaglia: il San Luca perde due posti letto di Terapia intensiva su quattro che ne aveva e sei in ostetricia e ginecologica riducendo l'offerta a 10. Resteranno poi 35 letti a Medicina generale, tre a oncologia e 16 in psichiatria, 8 di Chirurgia generale e 12 di day surgery multidisciplinare che, aggiunti ai 55 di riabilitazione fanno 141 posti letto: meno 68 rispetto ad oggi.
Rovigo per gli acuti ne avrà 148 per l'area medica, 26 (compresi due di anestesia e rianimazione, due di Neonatologia e otto di Cardiologica) in Terapia intensiva, 105 nell'area chirurgica, 44 nella materno-infantile, 35 per l'area riabilitativa per un totale di 356 posti letto al posto dei 436 di oggi: totale meno 80 che si aggiungono ai 20 della Casa di Cura «Città di Rovigo» e ai 68 di Trecenta per un totale di 168.
Non va meglio ad Adria dove i posti letto sforbiciati sono 46 passando da 346 a 303.

Complessivamente i posti letto tagliati in provincia sono 214: 168 nell'Ulss 18 e 46 nell'Ulss 19. Una situazione persino peggiore di quella prospettata dalla bozza circolata nel mese di maggio (vedi il post del 27 maggio) che ipotizzava una riduzione di 202 posti letto per acuti.

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